La storia

La tradizione dei coltelli arburesi è conosciuta e affermata a livello mondiale grazie agli eclettici coltellinai e artisti Paolo e Francesco Pusceddu.

Figli d’arte: suo padre Mario Pusceddu inizia l’attività di fabbro all’età di cinque anni, quando viene assunto come garzone nella bottega di fabbro e maniscalco dello Zio Antonio.
Nel 1956, Mario inizia a lavorare nella miniera di Montevecchio ma non abbandona l’attività di fabbro maniscalco.
Il 26 ottobre del 1957 nasce il maestro coltellinaio Paolo Pusceddu, ottavo di dieci figli. Fin dalla tenera età Paolo inizia ad armeggiare con gli strumenti del mestiere e a realizzare qualche coltello per avere un minimo di indipendenza economica.
A 17 anni Paolo parte a lavorare a Brescia, ma già a 20 anni, il giorno del suo compleanno, l’amore per la sua terra natia e la consapevolezza che in Sardegna si potesse creare una realtà importante a livello turistico lo convincono a rientrare ad Arbus dove continua a lavorare col padre e a realizzare coltelli artigianali, meglio conosciuti col noto marchio “L’Arburesa”. La caratteristica del coltello arburese è il manico monolitico in corno di montone curvo, con una fascetta in ciascuna estremità e la lama in acciaio. Molto spesso Paolo Pusceddu arricchisce le sue opere con materiali e sculture che trasformano il coltello, da oggetto semplice e pratico, usato in cucina, a coltello artistico, prezioso come un’opera d’arte e ricercato dai collezionisti di tutto il mondo.
Nel 1985 il maestro Paolo si sposa con Rosa Maria Pusceddu e ha due figli: Tobia e Viola.
Nel 1986 Paolo Pusceddu realizza una “Leppa” lunga 3,35 metri, con una lama in acciaio inox di 1,85 cm e pesante 86 kg che entra di prepotenza nel Guinnes dei primati come coltello più grande del mondo.
Fin da quando era ragazzo il sogno di Paolo Pusceddu era quello di realizzare un museo del coltello sardo. Questo si realizza nell’ottobre del 1996, quando grazie al suo impegno e buona volontà, viene inaugurato il “Museo del Coltello” di Arbus. Per realizzarlo, Paolo Pusceddu ha ristrutturato la vecchia casa paterna risalente alla fine del XVIII secolo, dove oggi è esposta, in quattro sale, la ricca collezione di coltelli sardi raccolti durante il corso della sua vita e ricreato l’ambiente dei laboratori dei fabbri di un tempo.
A partire dal 1998 l’esperienza artistica del maestro coltellinaio si arricchisce con la realizzazione del “Cristo in Croce” per la parrocchia Beata Vergine Maria Regina di Arbus. Tale scultura rappresenta il primo confronto con tematiche sacre.
Nel 2001 il maestro Paolo Pusceddu realizza un altro coltello da Guinnes: il coltello più pesante del mondo con i suoi 295kg di peso (168 kg il manico, 126 la lama e 1 kg il perno) per una lunghezza di 4 metri e 85 cm.
Accompagna l’attività da mastro coltellinaio l’immancabile impegno nel mondo del teatro con il gruppo teatrale “Su Fazzoni” e le commedie dell’amico di sempre Gigi Tatti.
Negli ultimi anni Paolo continua l’attività di coltellinaio, realizza anche stravaganti sculture in ferro battuto tra cui: “Bunga Bunga” e “Madre di miniera”.
Grazie alle capacità artistiche e umane dell’artigiano-artista-coltellinaio Paolo Pusceddu, la cittadina di Arbus può vantare notorietà come la località dov’è nato e vive l’autore del coltello del Guinness.